venerdì 23 marzo 2012

Un fiocco per i capelli: tutorial

Eccomi qui a svelarvi in cosa si è trasformata la seconda piccola manica della camicina della Marghe: un fiocco per i capelli abbinato al vestitino!


Pochi minuti, poco materiale:

- stoffa che vi piace
- feltro o pile o pannolenci (io ho usato del pile, morbidino)
- ago e filo
- colla a caldo (mon amour!)
- un fermaglio francese (nuovo, si trova nelle mercerie ben fornite, o riciclato)

UNO.

Ritagliate una striscia di feltro che farà da sostegno al fiocco. La mia misura 5 cm di altezza e 23 cm di larghezza. Potete ovviamente variare in base alle dimensioni del fermaglio...il mio era piccolino!

Ritagliate una striscia di tessuto larga come il feltro e alta il doppio più 2 cm. Piegate i 2 cm e schiacciate con il ferro.

Fasciate il feltro con la striscia di tessuto e fissate con gli spilli.



DUE.

Cucite il margine del tessuto. Potete usare punti lunghi e veloci, tanto poi non si vedono ;)


TRE.

Arrotolate la striscia ottenuta con la cucitura all'interno. Fissate con qualche punto.


QUATTRO.

Date la forma al fiocco e tenetelo in posizione con un pezzettino di filo resistente. Due nodi ben stretti basteranno...


CINQUE.

Preparate una striscia di tessuto alta circa 5 cm, piegatela in tre nel senso della lunghezza e stirate.


SEI.

Avvolgete la striscia intorno al centro del fiocco e cucite cercando di stringerla e fissarla.

Attaccate il fiocco al fermaglio con la colla a caldo oppure se siete diligenti cucite...


Et voilà! Pret a porter!


Buon week end, il primo di questa meravigliosa primavera!!!
Noi andremo in campagna, voi che programmi avete?

mercoledì 21 marzo 2012

Ieri maglietta, oggi vestito

In questi giorni, ovviamente, penso tanto alla mia bambina... mi perdo tra le sue cose...
Ieri, sistemando un po' il suo armadio, ho trovato una magliettina-camicina di cotone, con una fantasia a piccoli fiori che mi piaceva tanto. In genere regalo i vestiti quando i bimbi crescono, ma ci sono alcune cosine che sono legate a giornate particolari, a momenti speciali o che semplicemente mi piacciono tanto che preferisco tenere. In fondo sono una sentimentale...
E questa camicina a maniche lunghe mi piaceva così tanto che l'ho trasformata in un vestitino, così da poterla usare anche quest'anno! Dopotutto siamo in tempi di magra!!
Ho tagliato le maniche che erano diventate veramente trooooppo corte, lasciando un bordo di un paio di centimetri. Ho rigirato due volte questo bordino e fissato all'interno con dei punti nascosti... oh, ogni volta che scrivo punti nascosti mi viene da ridere, chissà perchè...


Poi ho misurato la larghezza del margine inferiore della camicina e ho tagliato una striscia di tessuto che avevo in casa, calcolando una leggera svasatura all'orlo.
E ho aggiunto una piegolona al centro del davanti per correre e saltare più agevolmente!


Poche cuciture e tanta soddisfazione.
E una delle due maniche si è trasformata in una taschina per nascondere piccoli segreti.

Dunque una manica è diventata taschina.
E l'altra?

lunedì 19 marzo 2012

Gratitudine

Ci sono periodi nella vita in cui il percorso appare in salita e non si scorge l'arrivo.
A volte questa "fatica di vivere " si ripresenta, per motivi diversi, più e più volte.
Ed e facile abbattersi, cedere alla tristezza, all'autocommiserazione, al rammarico e alla rabbia.
Eppure...
Eppure io mi sento comunque fortunata, tanto.

Una fortuna grande che riconosco nella forza che ho dentro, una forza troppo spesso nascosta ma che viene fuori dirompente nel momento del bisogno e mi salva, sempre.
Di questa forza sono grata, immensamente.

Ci sono persone che fanno parte delle nostre vite, persone che ci conoscono così bene che non c'è bisogno di parlare e già sanno. Persone che condividono le nostre lacrime nei  momenti di disperazione e poi ci asciugano il viso bagnato con un fazzoletto profumato che ci fa sorridere. E sorridono con noi e sappiamo che non ci abbandoneranno mai.
Di queste persone sono grata, immensamente.

Ci sono altre persone che si fanno sentire anche solo con parole, con piccole tracce, con messaggi da lontano. E nonostante la distanza le avverti vicine, fai tesoro delle loro parole, del loro sostegno e ti accorgi di quanto siano preziose e pensi che forse loro non lo immaginano neanche.
Beh, siete preziose, tutte quante, e di voi sono grata, immensamente.

Ci sono anche persone che conosciamo così così, ma che ci sorprendono e sono piene di premure e ci convincono a partecipare ad una cena a cui avevamo deciso di non andare. Ci dicono che ci farà bene e a fine serata ci accorgiamo di quanto avevano ragione.
Anche di loro sono grata, immensamente.

Che alla fine mi accorgo che ciò che fa la differenza sono le persone. Condividere i nostri pensieri, le preoccupazioni, le fatiche, rende tutto meno pesante. Sapere che puoi contare sull'abbraccio di tante braccia, sulle carezze di tante mani, sui consigli di tante labbra regala grande forza.
Condividere non risolve ma alleggerisce e lenisce. E spesso, quando meno ce lo aspettiamo, offre grandi sorprese, preziose.

Le persone che mi circondano, in tanti modi differenti, sono parte della mia fortuna.
E di tutto questo sono grata immensamente.


Chiedo scusa a Tiziana e a Sara che ormai molto tempo fa mi avevano assegnato un blog-premio e che non avevo neanche ringraziato. Lo faccio adesso, confidando nella loro comprensione...


Lo lascio a tutte voi che passate di qua, questo premio, per la vostra presenza, per i colori che mi regalate!

A proposito di premi e di regali... avete sentito che i giveaway sono illegali? Ne sapete qualcosa di più? A me sembra una cosa assurda...

Un abbraccio grande grande a tutte voi.
Fede

mercoledì 14 marzo 2012

La mia paura

La mia paura è scoprirsi impreparati ben oltre l'illusione di essere forti. La mia paura non si tocca ma il suo peso è grande, enorme.

La mia paura è un buco che va dal cuore allo stomaco, che si allarga e ingoia l'anima, a morsi piccoli e lenti.

La mia paura acceca, appiattisce ogni cosa, cancella i colori. Si nutre di sorrisi, di risate, di leggerezza. Anche di progetti.

La mia paura è impotenza, è la consapevolezza di non avere le armi per combattere. E' il doversi affidare a qualcuno che combatterà al posto mio.

La mia paura è silenzio. E' ubriacarsi di rumori intorno senza neanche distinguere le parole. Una bolla vischiosa che avvolge e isola dal mondo.

La mia paura è l'amaro in bocca, sempre, che la melassa più dolce e l'abbraccio più stretto non cancellano. Alleviano per un po'. Poi l'amaro ritorna più amaro di prima.

La mia paura è una attesa che non ha fine, un tempo che si dilata, è il desiderio che arrivi presto domani.

La mia paura è il senso di colpa nascosto nella ricerca della normalità dei miei giorni. E' il tentativo di mascherarsi da giullare fingendo una realtà che non è la mia.

La mia paura si veste dello sguardo di mia figlia, nel suo dolore che verrà, che vorrei fare mio e che, cazzo, proprio non si può.


Siamo in attesa per l'intervento a Margherita, a maggio. Il suo cuore è peggiorato e non si può aspettare oltre.
E io, adesso che tutto è più reale, ho una paura vera, che non offre scelta.
E ho anche tanta voglia di combatterla, questa paura fottuta. Per arrivare a quel giorno pronta e forte.
Per lei.
Ci aspetta una primavera da guerrieri!

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