martedì 28 agosto 2012

Due mesi ma ci siamo!

Prima di tutto: SCUSATEMI!
Non ho dato più notizie di noi, della Margherita, del suo recupero... ho avuto bisogno di tempo, di starmene nascosta per "digerire", per superare e andare oltre. Grazie per tutte le parole di sostegno che avete avuto per noi, per i regali, le mail, i messaggi...
E' stata una prova difficile, infinitamente più difficile di quanto immaginassi e una volta chiusa la "parte tecnica" ho un po' ceduto...
Lei sta bene, ha avuto una ripresa formidabile, da lasciare a bocca aperta. Pochi giorni dopo l'intervento era tornata la bambina luminosa di sempre. Io invece inizio solo ora a ritornare "io"...
C'è stato un momento"prima", quando ho cercato la forza, l'energia, il sostegno nella condivisione e nel conforto.
Dio sa quanto questo mi ha aiutato, è stato un passaggio fondamentale che mi ha fatto arrivare con la giusta carica al "durante".
L'ospedale.
Il giorno prima dell'operazione e poi il 19 giugno. Ore scandite da rituali, da gesti nuovi e sconosciuti, quasi compiuti in automatico con meccanicità e senso del dovere. Guidati dal non avere altra scelta. Corpi che agiscono e menti che si distaccano, quasi per negare quella che invece era la nostra realtà.
Le analisi del giorno prima, la paura che per un qualsiasi motivo venisse di nuovo tutto annullato, preoccupazione per l'esito dell'intervento, ancora firme e dottori e parole, la preparazione la sera.
Rimaniamo io e lei e condividiamo il suo letto, ai miei occhi enorme come il mare, e lei così piccina...
La stringo a me e sento che ho fiducia, la sento nella pelle questa fiducia, mi ci aggrappo con le unghie. Lei dorme, io no. Passo la notte a guardarla. Mi rifiuto di pensare al peggio e invece intanto ci penso e combatto e respingo questo pensiero.
Arriva il mattino, arriva troppo presto. La doccia rosa con il disinfettante, noi tre nel bagno sterile, con i camici sterili pronti da indossare e intorno un odore freddo che ti buca il naso, la testa e il cuore, e hai solo voglia di piangere ma non puoi perchè lei ha bisogno di tutta la tua forza. Lei sorride, sorride sempre. Forse sono io ad aver bisogno della forza che ha lei.
La guardo muta. I riccioli rossi raccolti nella cuffia di tessuto violetto troppo grande che le scivola via. Le guardo le mani, le unghie appena tagliate, senza quello smalto così rosa che lei per gioco adora sfoggiare.
Le guardo il petto, bianco e minuto. Nudo. Indifeso.
Adesso non penso più, non posso permettermelo. Sembra una fata, avvolta nel camice azzurro e leggero. Siamo come chiusi dentro un sogno da cui non c'è via di uscita.
Le danno delle gocce amare, pian piano il suo sguardo si spenge, parla male, balbetta. Io vigliacca vorrei scappare.
Filippo la accompagna in sala operatoria, anche lui travestito da fata turchina. Sono le otto e un quarto del mattino, saluto la mia bambina, le bacio la fronte, ancora una volta.
Poco dopo vedo tornare un  uomo piccolo, avvolto nella sua più umana fragilità. E stento a riconoscerlo.

Poi le cinque ore più lunghe, balliamo questa danza abbracciati alla consapevolezza di non poter tornare indietro. E alla coscienza che tutto questo è bene.
Usciamo un po', fuori il mondo cammina.
Noi siamo immobili come il cuore della nostra creatura.

Alle 13.30 il chirurgo ci raggiunge in reparto ed è come una visione. E' sereno, racconta l'intervento con parole contate, pesate, è abituato a fare così, è il suo mestiere. Dice che la situazione era peggiore del previsto ma che tutto è andato bene, adesso la portano in terapia intensiva e appena possibile potremmo vederla.
Ed è come una reazione chimica sentire che dentro, in ogni cellula del mio corpo qualcosa si scioglie e mi fa respirare di nuovo.
Anche io ritorno alla vita.

La vediamo la sera alle 20, in terapia intensiva. E quello che fino ad allora avevamo vissuto in una realtà immaginata diventa vero. La prova che tutto è accaduto davvero.
C'è stato un attimo in cui non l'ho riconosciuta. Mi guardava, poco vigile ma sveglia e io non la riconoscevo.
Bimba mia, che viaggio hai fatto oggi? Dove sei andata? Che avrai da raccontarmi?
Pochi minuti e ci rimandano in camera. La mia notte è stata pensare a lei in quell'astronave fredda. La sua notte è stata serena e tranquilla.
Alle 14 del 20 giugno la riportano in reparto. E il nostro cuore vola con il suo.
Ha flebo, tubi e drenaggi, apparecchi che suonano, luci che lampeggiano. Ma lei è lì, è tornata. La nostra Margherita, piccola roccia. La nostra bambina curiosa, che ha chiesto, ha voluto sapere, ha atteso ed ha avuto risposte sincere.
17 giorni in ospedale. Complicazioni varie durante il recupero, un nuovo breve viaggio in astronave.

Il 4 luglio siamo tornati a casa. Abbiamo lasciato una farfalla disegnata sul muro della corsia.
Abbiamo messo questo sogno strano in valigia, insieme a molte altre cose, leggere e pesanti.
Una cicatrice sul petto di mia figlia e il suo cuore finalmente perfetto.
Il mio senso di colpa (infondato?).
Le risate e i giochi fatti con A. e la sua mamma R., meravigliosi compagni di stanza; il ricordo del riso scondito e del pesce lesso dei pranzi e delle cene; i rumori elle notti in corsia; gli atterraggi quotidiani del super elicottero pegaso; la dolcezza e le premure di infermieri e medici.
Abbiamo portato via il ricordo della scuolina di Maria, del primo piatto di pasta al pesto, del pigiama verde di M. proprio uguale al nostro.
E anche molte altre cose che si vivono ogni istante nel reparto di un ospedale pediatrico, dove si lotta tra i sorrisi e le lacrime e ogni minimo progresso diventa una conquista. Dove tutto quello che accade ti entra nelle ossa e diviene parte di te, di quello che sei, di quello che sarai.
Torni a casa, riprendi a vivere, metti tutto in una scatola che nasconderai in soffitta. Ma non potrai dimenticare.

La farfalla dipinta da Margherita alla scuolina

Il 22 agosto all'ultimo controllo hanno tolto tutte le medicine della terapia. Fine.
Si chiude un capitolo della nostra storia.
Il mio "dopo" è stato faticoso, due mesi in salita. Molte cose da rimettere a posto, equilibri da ristabilire. Momenti in cui avrei voluto sparire, in cui ho vissuto in apnea.
Adesso mi sembra piano piano di tornare a galla. Tra pochi giorni riprenderà la scuola e la nostra vita normale.
Con nuove pagine bianche da colorare...




mercoledì 20 giugno 2012

Notizie dal fronte

La Margherita ha finalmente un cuore che funziona.
Cinque ore in sala operatoria,l'abbiamo vista ieri sera un secondo in terapia intensiva ed e' stato devastante. Una situazione che mi sembrava di essere in un film, mica stava accadendo a noi...
I medici dicono che lei e' forte, che sta reagendo molto bene e che forse oggi la tolgono dalla t.i. E la rimettono in reparto.
E io dico RIDATEMI LA MIA BAMBINA!
Abbiamo bisogno di lei quanto lei di noi...
E alla fine penso anche: mio Dio quanto siamo fortunati!

Due notizie al volo che qui in ospedale la connessione e' un mezzo sogno. Non so se potro' darvi ancora notizie.
Ma ci tenevo tanto a dirvi che noi oggi stiamo volando per la felicita'.

Un bacio grande con tutto il mio cuore...e con il cuore nuovo della margherita :)
A presto chissa'...

giovedì 7 giugno 2012

Sssccccccc... zitti zitti...

... che abbiamo una nuova data...
Ma per scaramanzia non la dico, la disegno.
Che magari anche le febbri da stomatite hanno le orecchie...


Un bacio a tutte e non smetterò mai di ringraziarvi per le vostre parole che mi danno forza e sostegno. Non vi rendete neanche conto del potere che hanno le vostre voci!
E perdonatemi se sono diventata monotematica, mi capirete.
Tornerò presto!

domenica 3 giugno 2012

Le beffe della vita

Avevamo il ricovero giovedì mattina. Intervento programmato per venerdì.
Mercoledi mattina telefona il chirurgo: avendo per venerdì due urgenze ha pensato di anticipare l'operazione al cuore della Marghe al giovedi. Ci chiede se eravamo disposti a andare all'ospedale nel pomeriggio per gli esami pre-operatori.
Corriamo a Massa, dopo aver infilato il minimo in valigia, pensando che , bene benissimo, le nostre ansie sarebbero finite con un giorno di anticipo. Siamo pieni di grinta, di energia positiva, di speranza.
All'ospedale ci assegnano un lettino in reparto e le infermiere, angeli disponibili e comprensivi, si occupano subito di noi.
Ecografia al cuore.
Prelievi del sangue.
Ecografia addominale.
Radiografia toracica.
La Marghe viene rigirata come un calzino... è un po' sbigottita, la vedo in crisi. Penso: resisti bimba mia presto sarà tutto un ricordo. Penso al giorno dopo. Penso a quando sarebbe uscita dalla terapia intensiva. Penso a quando finalmente tutto sarebbe veramente finito. Penso che ormai manca proprio poco e mi sento nonostante tutto felice.
Viene da noi il chirurgo. Parliamo, ci spiega di nuovo l'intervento, parla di percentuali di rischio, firmiamo fogli con parole pesanti come pietre. Mi ronzano le orecchie, mi sembra di vivere una realtà parallela, sento la gola invasa da pezzi di vetro. Ma devo avere fiducia. Intorno alle 13 dell'indomani saremo in sala operatoria.
Viene l'anestesista e ancora fogli da firmare.
Una infermiera meravigliosamente allegra e sorridente mi parla delle ultime preparazioni: clisterino, doccia stasera, poi  colazione alle sei di domattina e infine doccia con un prodotto disinfettante che nemmeno mi ricordo.
Tutto pronto, tutto perfetto.
Noi siamo pronti. La Marghe dà segni di insofferenza.
Prima di dormire arriva una infermiera nuova, c'è stato il cambio di turno. Porta con sè i termometri, controllo di routine.
E mi crolla il mondo addosso. Non ci posso credere.
TRENTOTTOeMEZZO.
Mi faccio dare un altro termometro che magari quello di prima era rotto.
TRENTOTTOeMEZZO.
Confermato.
Vediamo che succede la notte mi dice la signora...
La notte la febbre sale e la mattina è ancora lì. Non ho chiuso occhio e sono stravolta. Così ovviamente non si opera.

Mai ammalata in tutto l'inverno. MAI. Non ha mancato un giorno di scuola.
Sono le beffe della vita, mi dico ma ancora non ci credo mica.
Decidono di dimetterci, il chirurgo ci chiamerà per fissare un'altra data, a breve chissà...

Ecco, ora io mi sento come un sacco vuoto. Un palloncino sgonfio. Non mi viene neanche da piangere. Niente.
Un accumulo di energia così grande svanito con un numero su un termometro.

Stomatite da stress, si presume.
Niente più febbre. Qualche minuscola bollicina in bocca.

E adesso ho paura che possa capitare di nuovo, perchè no? Esami da ripetere, ripartire dall'inizio con un senso di scoramento che non mi posso permettere.
Si vede che non era il momento. Si vede che lei non era pronta... devo credere in questo...

Grazie per il sostegno che mi avete dato, con i commenti, le mail, i pensieri e le preghiere. Sono arrivati tutti quanti e mi hanno riempito il cuore. Li custodirò per ritirarli fuori quando verrà il momento.
 E stavolta speriamo che sia...

venerdì 25 maggio 2012

Eventi

Ok. Ci siamo finalmente.
Abbiamo una data: 31 maggio, ore 8 del mattino inizia la nostra avventura.
Ne usciremo vincitori, certamente. E sinceramente da quando abbiamo avuto conferma del giorno del ricovero in ospedale ho ancora più fiducia, ne ho tanta davvero. Finalmente abbiamo un termine, un traguardo, una meta.
Poi ci riprenderemo la nostra vita normale, con i suoi problemi normali.
Sono serena, credo. Certo ho i miei momenti di sconforto, di tristezza e preoccupazione ma li caccio via. E mi circondo di persone che mi danno forza. Quindi... FORZA, mi dico, presto tutto sarà passato.
Abbiamo parlato con i bambini, su consiglio di due professioniste, di quello che presto accadrà... ovviamente usando termini e spiegazioni adeguati... i bambini sono meravigliosi, sono una fonte di speranza. I bambini capiscono ma non si lasciano sopraffare dalla paura, vuoi un po' l'incoscienza, vuoi la loro spensieratezza, il loro rispondere sempre e comunque con il sorriso. E la loro capacità di adattarsi alle situazioni ci deve insegnare: Pietro starà con i nonni durante la degenza in ospedale, saranno gli ultimi giorni di scuola, ci perderemo la festa di fine anno, ci perderemo la recita dal corso di teatro... peccato..."dai mamma, tanto faranno il filmino!" mi dice lui e riesce sempre a trovare la via d'uscita alla tristezza! E io quanto lo adoro per questo!
 Il mio bimbo grande, che un paio di settimane fa ha perso quasi in contemporanea i primi due dentini (in realtà dondolavano così tanto che sotto erano già spuntati quelli nuovi, ma lui non voleva saperne di toglierli!)...che emozione!

E per l'evento abbiamo preparato un pupazzino a forma ovviamente di dente! E dall'aspetto un po' buffo... che noi adesso abbiamo una gran voglia di ridere!!!


E dietro al dente abbiamo cucito una piccola tasca per riporre il dentino vero in attesa del topo dei denti...
Ci credereste mai? Durante la notte è arrivato davvero e ha lasciato un soldino!


E' venerdì, sto qui seduta e penso. Penso che tra una settimana, a quest'ora potrebbe essere tutto finito.
Penso, prego, sorrido e ingoio sabbia. Ho un miscuglio di sentimenti e di emozioni che fatico a gestire.
E sono profondamente grata di questa attesa che mi ha reso e mi sta rendendo una persona diversa.

martedì 8 maggio 2012

Baci dalla montagna

Passano veloci questi giorni, momenti inclementi senza tracce, senza cambiamenti.
Siamo arrivati a maggio, e ancora niente accade. Ancora continuiamo a vivere nell'attesa ma con uno stato d'animo lieve dovuto forse dall'avere ormai metabolizzato quello che dovrà essere. Siamo stanchi di aspettare, abbiamo voglia e necessità di riprenderci la nostra normalità. Di fare programmi, pensare all'estate-arriverà mai?- col cuore sereno. 
Aspettiamo il sollievo di poter finalmente dire "è passato!"

E in questa attesa prendiamo forza dal nostro essere famiglia, dal condividere momenti insieme, dal fare e andare insieme, fianco a fianco.

E ogni week end diventa occasione per staccarsi da tutto, allentare e rallentare, viverci.
Per il ponte del primo maggio siamo andati in montagna, sulle dolomiti bellunesi. Un posto che amiamo tanto, che ci riporta indietro, a noi giovani, fidanzatini, spensierati. Un posto che non abbiamo mai abbandonato, in cui torniamo spesso, sempre con piacere.

Nonostante la presunta primavera abbiamo trovato la neve, tanta, e tanto freddo!


Abbiamo accompagnato i nostri risvegli con le colazioni golose, naturali e premurose della signora Luisa di Villa Chele ormai nostro punto di riferimento ogni volta che veniamo qua...


Ci siamo riempiti gli occhi con i colori caldi della montagna e dei suoi mercatini...


...e difficile scegliere tra tanti deliziosi formaggi!


Che dirvi?
BACI DALLA MONTAGNA!!!
...anche se ahimè ormai siamo a casa...

lunedì 16 aprile 2012

La parte leggera della vita

Eccoci.
Passata la Pasqua ormai da un bel po' si torna alla normalità. Finite le abbuffate, ho faticato ad entrare nei miei jeans.
Pasqua in famiglia, come non poteva non essere, quest'anno più che mai, avvolti nell'attesa silenziosa di una chiamata che tutti abbiamo nel cuore ma di cui per accordo nessuno parlerà finchè non sarà il momento.
Una Pasqua di campagna, di bambini, di uova e di cioccolato. E anche di qualche raggio di sole che il cielo clemente ci ha concesso. Passeggiate e confidenza.
Leggerezza.

Ci sono cose che rendono la vita leggera anche quando sembra impensabile che possa accadere. Sono la nostra risorsa, le nostre "terapie fai da te", come le chiamo io... ognuno di noi ha le proprie, legate al proprio essere, al momento, ai propri passi lungo la strada. Gesti che ci salvano, ci sollevano, che fanno di noi quello che siamo e ce lo ricordano ogni giorno.

La mia parte leggera della vita.

Cucire cucire cucire. Ultimamente tanto per la mia cucciola Marghe, pensando a lei e sorridendo, tenendo le mani impegnate e la mente creativa, pensando a un nuovo progetto mentre mille altri sono ancora da terminare...


I miei gioielli. Quelli che nascono dalle mie mani insofferenti, mai perfetti, mai come li volevo io. Ma che mi regalano orgoglio.


Il lavoro a maglia. Che mi rispecchia e non trova mai fine, un punto di arrivo. Come sono io, tante partenze che si perdono proprio in questa gran quantità e raramente portano a qualcosa. E quando quel qualcosa arriva, spesso è fuori stagione... ma metto via per l'anno prossimo!


I colori. Che siano matite o acquerelli, ogni tanto rispolverare i miei colori e provare a dar forma a idee e pensieri. Accorgersi di non riuscirci, di quanto poco quello che trovi sulla tela corrisponda a ciò che avevi in testa. Arrabbiarsi un po'. Poi riprendere con leggerezza, traendo gusto dal gesto in sè e non dal risultato...


I fiori. Perdersi ad osservarli in questa stagione generosa e ricca.
Il fiore del melo, un capolavoro di bellezza, di spontaneità, di sfumature.
Il fiore di lillà, fatto di tanti fiori, un insieme perfetto.



La mia parte leggera della vita, adesso.
La coccolo, ne faccio tesoro, la sento, scioccamente, preziosa.

venerdì 23 marzo 2012

Un fiocco per i capelli: tutorial

Eccomi qui a svelarvi in cosa si è trasformata la seconda piccola manica della camicina della Marghe: un fiocco per i capelli abbinato al vestitino!


Pochi minuti, poco materiale:

- stoffa che vi piace
- feltro o pile o pannolenci (io ho usato del pile, morbidino)
- ago e filo
- colla a caldo (mon amour!)
- un fermaglio francese (nuovo, si trova nelle mercerie ben fornite, o riciclato)

UNO.

Ritagliate una striscia di feltro che farà da sostegno al fiocco. La mia misura 5 cm di altezza e 23 cm di larghezza. Potete ovviamente variare in base alle dimensioni del fermaglio...il mio era piccolino!

Ritagliate una striscia di tessuto larga come il feltro e alta il doppio più 2 cm. Piegate i 2 cm e schiacciate con il ferro.

Fasciate il feltro con la striscia di tessuto e fissate con gli spilli.



DUE.

Cucite il margine del tessuto. Potete usare punti lunghi e veloci, tanto poi non si vedono ;)


TRE.

Arrotolate la striscia ottenuta con la cucitura all'interno. Fissate con qualche punto.


QUATTRO.

Date la forma al fiocco e tenetelo in posizione con un pezzettino di filo resistente. Due nodi ben stretti basteranno...


CINQUE.

Preparate una striscia di tessuto alta circa 5 cm, piegatela in tre nel senso della lunghezza e stirate.


SEI.

Avvolgete la striscia intorno al centro del fiocco e cucite cercando di stringerla e fissarla.

Attaccate il fiocco al fermaglio con la colla a caldo oppure se siete diligenti cucite...


Et voilà! Pret a porter!


Buon week end, il primo di questa meravigliosa primavera!!!
Noi andremo in campagna, voi che programmi avete?

mercoledì 21 marzo 2012

Ieri maglietta, oggi vestito

In questi giorni, ovviamente, penso tanto alla mia bambina... mi perdo tra le sue cose...
Ieri, sistemando un po' il suo armadio, ho trovato una magliettina-camicina di cotone, con una fantasia a piccoli fiori che mi piaceva tanto. In genere regalo i vestiti quando i bimbi crescono, ma ci sono alcune cosine che sono legate a giornate particolari, a momenti speciali o che semplicemente mi piacciono tanto che preferisco tenere. In fondo sono una sentimentale...
E questa camicina a maniche lunghe mi piaceva così tanto che l'ho trasformata in un vestitino, così da poterla usare anche quest'anno! Dopotutto siamo in tempi di magra!!
Ho tagliato le maniche che erano diventate veramente trooooppo corte, lasciando un bordo di un paio di centimetri. Ho rigirato due volte questo bordino e fissato all'interno con dei punti nascosti... oh, ogni volta che scrivo punti nascosti mi viene da ridere, chissà perchè...


Poi ho misurato la larghezza del margine inferiore della camicina e ho tagliato una striscia di tessuto che avevo in casa, calcolando una leggera svasatura all'orlo.
E ho aggiunto una piegolona al centro del davanti per correre e saltare più agevolmente!


Poche cuciture e tanta soddisfazione.
E una delle due maniche si è trasformata in una taschina per nascondere piccoli segreti.

Dunque una manica è diventata taschina.
E l'altra?

lunedì 19 marzo 2012

Gratitudine

Ci sono periodi nella vita in cui il percorso appare in salita e non si scorge l'arrivo.
A volte questa "fatica di vivere " si ripresenta, per motivi diversi, più e più volte.
Ed e facile abbattersi, cedere alla tristezza, all'autocommiserazione, al rammarico e alla rabbia.
Eppure...
Eppure io mi sento comunque fortunata, tanto.

Una fortuna grande che riconosco nella forza che ho dentro, una forza troppo spesso nascosta ma che viene fuori dirompente nel momento del bisogno e mi salva, sempre.
Di questa forza sono grata, immensamente.

Ci sono persone che fanno parte delle nostre vite, persone che ci conoscono così bene che non c'è bisogno di parlare e già sanno. Persone che condividono le nostre lacrime nei  momenti di disperazione e poi ci asciugano il viso bagnato con un fazzoletto profumato che ci fa sorridere. E sorridono con noi e sappiamo che non ci abbandoneranno mai.
Di queste persone sono grata, immensamente.

Ci sono altre persone che si fanno sentire anche solo con parole, con piccole tracce, con messaggi da lontano. E nonostante la distanza le avverti vicine, fai tesoro delle loro parole, del loro sostegno e ti accorgi di quanto siano preziose e pensi che forse loro non lo immaginano neanche.
Beh, siete preziose, tutte quante, e di voi sono grata, immensamente.

Ci sono anche persone che conosciamo così così, ma che ci sorprendono e sono piene di premure e ci convincono a partecipare ad una cena a cui avevamo deciso di non andare. Ci dicono che ci farà bene e a fine serata ci accorgiamo di quanto avevano ragione.
Anche di loro sono grata, immensamente.

Che alla fine mi accorgo che ciò che fa la differenza sono le persone. Condividere i nostri pensieri, le preoccupazioni, le fatiche, rende tutto meno pesante. Sapere che puoi contare sull'abbraccio di tante braccia, sulle carezze di tante mani, sui consigli di tante labbra regala grande forza.
Condividere non risolve ma alleggerisce e lenisce. E spesso, quando meno ce lo aspettiamo, offre grandi sorprese, preziose.

Le persone che mi circondano, in tanti modi differenti, sono parte della mia fortuna.
E di tutto questo sono grata immensamente.


Chiedo scusa a Tiziana e a Sara che ormai molto tempo fa mi avevano assegnato un blog-premio e che non avevo neanche ringraziato. Lo faccio adesso, confidando nella loro comprensione...


Lo lascio a tutte voi che passate di qua, questo premio, per la vostra presenza, per i colori che mi regalate!

A proposito di premi e di regali... avete sentito che i giveaway sono illegali? Ne sapete qualcosa di più? A me sembra una cosa assurda...

Un abbraccio grande grande a tutte voi.
Fede

mercoledì 14 marzo 2012

La mia paura

La mia paura è scoprirsi impreparati ben oltre l'illusione di essere forti. La mia paura non si tocca ma il suo peso è grande, enorme.

La mia paura è un buco che va dal cuore allo stomaco, che si allarga e ingoia l'anima, a morsi piccoli e lenti.

La mia paura acceca, appiattisce ogni cosa, cancella i colori. Si nutre di sorrisi, di risate, di leggerezza. Anche di progetti.

La mia paura è impotenza, è la consapevolezza di non avere le armi per combattere. E' il doversi affidare a qualcuno che combatterà al posto mio.

La mia paura è silenzio. E' ubriacarsi di rumori intorno senza neanche distinguere le parole. Una bolla vischiosa che avvolge e isola dal mondo.

La mia paura è l'amaro in bocca, sempre, che la melassa più dolce e l'abbraccio più stretto non cancellano. Alleviano per un po'. Poi l'amaro ritorna più amaro di prima.

La mia paura è una attesa che non ha fine, un tempo che si dilata, è il desiderio che arrivi presto domani.

La mia paura è il senso di colpa nascosto nella ricerca della normalità dei miei giorni. E' il tentativo di mascherarsi da giullare fingendo una realtà che non è la mia.

La mia paura si veste dello sguardo di mia figlia, nel suo dolore che verrà, che vorrei fare mio e che, cazzo, proprio non si può.


Siamo in attesa per l'intervento a Margherita, a maggio. Il suo cuore è peggiorato e non si può aspettare oltre.
E io, adesso che tutto è più reale, ho una paura vera, che non offre scelta.
E ho anche tanta voglia di combatterla, questa paura fottuta. Per arrivare a quel giorno pronta e forte.
Per lei.
Ci aspetta una primavera da guerrieri!

mercoledì 29 febbraio 2012

Caffè in rosa

Ebbene si, oggi mi sento moscia e vedo grigio. E se il buongiorno si vede dal mattino arriverò così sgonfiata fino a stasera.
Mi faccio un caffè per vedere se mi dò una svegliata e la giornata cambia prospettiva, ma ci credo poco. Mi conosco e so che quando è così non c'è gran margine di contrattazione.
Ma un caffè aiuta sempre, mi conforta.


E allora eccolo il mio caffè, in questa tazza rosa che magari un po' di cromoterapia farà il suo lavoro.
Intanto penso alle mille cose che potrei fare, ai progetti da finire (ma quanti sono?), alle idee che ho in mente di realizzare... ma oggi proprio non mi va. Solo ordinaria amministrazione stamani:bambini a scuola, mini spesa  al mercato, letti, lavatrice, riordinare la cucina caotica dopo la colazione di corsa, una sistemata veloce alla sala. Basta.
Mi concedo il privilegio, in previsione di un pranzo occasionalmente in solitaria, razzolando nel frigo per tornare poi nel mio limbo di pensieri...

Mi arriva un invito per un pranzo fuori con la mia amica Chiara, una manna dal cielo. Conferma che forse esiste la divina provvidenza.
Mi concederò questo pranzo d'affetto e complicità tra donne, un pranzo in rosa come il mio caffè.

Poi a prendere i bambini a scuola, qualche chiacchiera tra mamme ai giardini e accompagnerò Pietro al corso di teatro. Rimarrò con la Marghe, noi due da sole per un'oretta mamma-figlia... in rosa.

Al di là di ogni mia aspettativa la giornata sta cambiando colore :)

Vi auguro una giornata straripante di rosa!

lunedì 27 febbraio 2012

Torta per Anna

In questo week end, circondati e rincuorati da un tanto atteso anticipo di primavera, c'è stata la festa per il compleanno di mia nipote.
Nove anni, età difficile, in cui non si è più qualcosa e non si è ancora qualcos'altro...
Le piaceva una torta speciale, mi ha chiesto di farla per lei e, oh se è stato un piacere! Partendo dal modellino di una mini torta giocattolo che le piaceva tanto, sono riuscita a fare credo la mia torta più bella, dando fondo a tutte le mie risorse. Ci ho lavorato tanto, soprattutto per i fiori, fatti ad uno ad uno, asciugati a testa in giù perchè non si deformassero, aspettando di vedere il risultato finale. Poi sperimentare una nuova ricetta di pan di spagna e provare il fascino della ghiaccia reale, nuova per me, creando decorazioni morbide con cui giocare a piacimento una volta seccate...


Quanto mi piace questa torta! Nata piano piano, passo passo, un pezzettino alla volta...
Per prima cosa ho preparato i fiori e le foglie. Sono di pasta di zucchero e questa è la ricetta che ho usato, favolosa secondo me, che mi ha suggerito la mia amica Giovanna:

PASTA DI ZUCCHERO
4 buste di zucchero a velo (circa 450 gr)
50 gr di miele
5 gr di gelatina (1 foglio)
30 gr di acqua

Setacciare 3 buste di zucchero a velo. Mettere la gelatina in ammollo in un po' di acqua (che poi si butta via).
In un pentolino scaldare i 30 gr di acqua e il miele, aggiungere la gelatina ammorbidita e strizzata e farla sciogliere. Unire lo sciroppo ottenuto allo zucchero, lavorando bene prima con un mestolo poi con le mani. Rovesciare sul piano di lavoro e continuare ad impastare spolverizzando via via con lo zucchero della quarta busta finchè non sarà più appiccicosa.
Occhio che asciuga molto velocemente. Appena è pronta avvolgetela nella pellicola. Se dovesse seccarsi sarà sufficiente aggiungere poche gocce di acqua e rilavolare...


Io ho usato metà dose e per i fiori mi è servita tutta.
Per i colori i sono procurata finalmente dei coloranti alimentari "seri", che rendono il colore che promettono: brillanti e luminosi. Purtroppo non si trovano facilmente in commercio, meglio ricorrere al web: in un paio di giorni li avrete a casa! I miei sono della Wilton.

La base della torta è di pan di spagna, una ricetta della mitica Paola che non avevo mai provato. Ho usato una volta e mezzo le dosi della ricetta base perchè avevo una teglia grande, di diametro 32...
La dose base è:

PAN DI SPAGNA
5 uova
250 gr di zucchero
250 gr di farina (volendo si può usare metà farina e metà fecola)
1 lievito

Montare i rossi con lo zucchero, aggiungere le chiare a neve ferma, infine la farina e il lievito.
Teglia imburrata e infarinata, forno a 180° per 20-25 min.

All'interno è farcita con crema pasticcera, fatta con sei rossi d'uovo, sei cucchiai di zucchero, tre di farina e un litro abbondante di latte.
Ricoperta di cioccolato fondente e decorata con piccole meringhette di ghiaccia reale, anche questa preparate il giorno prima perchè si devono seccare, usando una gocciolina di ghiaccia fresca come colla.


Insomma ci è voluto del lavoro ma la festeggiata era contenta e questo è ciò che conta.
 E in un baleno, dopo aver spento le candeline, i fiori sono scomparsi e la torta anche... dopo tanto lavoro... e anche questo insegna ed è spunto di riflessione: che bisogna dare importanza e valore solo alle cose che veramente ce l'hanno... il resto viene e va, scappa via...
Anche questa in fondo, era solo una torta!

Baci a tutti!!!

martedì 21 febbraio 2012

Costume da gufo

Per Pietro ,questo carnevale, il costume da gufo era l'unica opzione possibile. Ormai questa sua passione sta dilagando...


Così pensa e ripensa ho preparato questo gufetto, ero un po' titubante perchè non sapevo bene, improvvisando come al solito, che cosa sarebbe venuto fuori... ed ero "preoccupata" soprattutto delle alte aspettative del committente.

Il vestito che è nato mi piace proprio tanto, anche considerando che è stato fatto con pannolenci e un modello "a sacco" e il tempo impiegato è stato ridotto. Purtroppo sono una pignola perfezionista e mi sono dedicata a rifiniture assolutamente non necessarie... se fossi riuscita ad essere minimal avrei fatto ancora prima!

Il vestito in sè non è altro che una casacca cucita sui lati. Sulle spalle, lasciate aperte per passare la testa, ho applicato dei bottoni automatici.
Poi ho risolto il problema delle piume con una soluzione che mi salva molto spesso: la colla a caldo! E mica pensavate che le avessi cucite una ad una! Tre colori di pannolenci alternati e via!


All'interno, lungo l'apertura dello scollo ho cucito sei bottoncini. Serviranno per applicare le ali e toglierle in caso di giochi scalmanati...


Le ali sono fatte con la stessa tecnica: modello in pannolenci, un lato diritto, un altro (quello che va dietro) sagomato a forma di piume. Tre piccole increspature per dare la forma sulle spalle e tre piccole asoline per agganciarsi ai bottoncini...



Il vestito corredato di ali appare così:


Infine non poteva mancare una bella mascherina, con gli occhi enormi, rotondissimi e arancioni! Sempre di pannolenci, così è morbida e non dà fastidio.


Il gufetto è pronto così come la nostra principessa-moschettiera con la spada che però vi farò vedere stasera, che adesso è tardi e dobbiamo correre e andare ad una festa (la terza per noi, e non finisce qui... alla faccia del carnevale!).
Buon martedì grasso a tutti!!!

giovedì 16 febbraio 2012

Bolle per sognare

Voglia di sognare un po'. 
Di tornare piccoli ed emozionarsi, per cose semplici ma ricche di magia e di poesia.
Questo signore faceva bolle gigantesche davanti al centre Pompidou a Parigi, lo scorso novembre. Io mi sono incantata a guardarlo, era impossibile non fermarsi ad ammirare le forme morbide, i colori iridescenti, la lentezza dei movimenti... e in un baleno, puf, tutto scomparso...
Ehhhh... immagino di essere ancora là...


Avete voglia di sognare un po' anche voi?
Guardate questo video, meraviglioso!



Vi auguro un buon giovedì, dai che il week end sta già bussando, è vicino vicino! Io lo sto aspettando... e voi che progetti avete?

martedì 14 febbraio 2012

San Valentino goloso

Un pacchettino piccino piccino...


... si apre pian pianino.

E dentro cosa c'è?

... un cuore goloso tutto per te!


Buon San Valentino a tutti!!!

Se volete fare anche voi questi torroni al cioccolato, che col freddo di questi giorni ci vanno a nozze, ecco la ricetta, se così si può chiamare...

TORRONI AL CIOCCOLATO E NOCCIOLE
dose per circa 12 cuori da 100 gr


- 450 gr di cioccolato fondente
- 400 gr di nutella (quella vera)
- 400 gr di nocciole intere

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente, amalgamate bene con la nutella e le nocciole.

Versate in stampini di silicone a forma di cuore e fate raffreddare in frigo.

Estraete dallo stampo e incartate come più vi piace. Io ho usato carta forno (comoda perchè la cioccolata non si attacca) e un cordino bianco moooolto  minimal.

Regalate con il cuore.

lunedì 13 febbraio 2012

Tutorial matrioske supersoft

Quest'anno, cioè ormai l'anno scorso, tra i nostri regalini di Natale c'erano nascoste anche queste matrioskine.
Semplici da realizzare usando piccoli ritagli di tessuto, morbidosissime, sono piaciute alle piccole manine che le hanno ricevute e adottate.
In realtà mi ero ripromessa di farne anche una da tenere per me perchè mi sono proprio innamorata di queste creaturine... poi la pigrizia invernale ha avuto la meglio. Vedrò di rimediare...



Lo so, le matrioske non hanno le mani... ma senza mi facevano un po' senso, sembravano birilli!

Comunque, oggi vi regalo il mio schemino per realizzarle, potete sbizzarrirvi con tessuti e colori e decidere liberamente se dotarle di mani oppure no.
Il modellino è questo, i margini di cucitura sono compresi per il tessuto. Le parti in feltro (o più umile pannolenci) non hanno bisogno di margini.

Le dimensioni... beh, anche qui ovviamente piena libertà.


Ed ecco come faccio io.


Mi raccomando attenzione: danno dipendenza!
E se decidete di creare una (occhio, ho detto che danno dipendenza!) di queste bambolotte, non fate le timide e presentatemela... sono proprio curiosa!

Intanto buon inizio di settimana, spero che il vostro sia migliore del mio... mi sa che ho beccato un virus... fantastici dolori addominali... e il resto...
Vabbè, passerà!
Baci a tutte tutte tutte!

giovedì 9 febbraio 2012

Work in progress #1

Progetti impegnativi aleggiano nell'aria...
Questo è il primo, in fase di realizzazione e, complice un week end casalingo, quasi terminato.


O che sarà mai?

lunedì 6 febbraio 2012

Neve e scheletri

Da diversi giorni è tutto un parlare di neve e maltempo. Anche qui da noi a Firenze sono scesi, puntuali, tanti candidi fiocchi. 
Lo avevano detto che sarebbe arrivata, la signora biancaneve. E martedì scorso, giorno dell'appuntamento, tutti giravano col naso all'insù cercando di avvistare i primi fiocchi.
Dunque è nevicato.
C'è stata tanta prevenzione.
Ci sono stati pochi disagi (qui da noi almeno...).


Svegliarsi la mattina e trovare tutto bianco, una meraviglia, rimanere al calduccio a casa, niente scuola, tante coccole...


Passare il tempo giocando con colla e forbici, mentre si ascolta il vento che soffia forte e spesso correre alla finestra per vedere se nevica ancora, voglia di uscire a correre all'aperto!

Sono nati due scheletri buffi, ricordo di un lavoretto che Pietro aveva fatto con le maestre alla scuola materna.
Due scheletri bianchi bianchi, proprio come la neve!

Servono solo cotton fioc, colla vinilica, fogli colorati, forbici.


Disegnate un teschio (o qualcosa che ci somigli) e un osso del bacino... non serve essere perfezionisti, basta improvvisare...
Incollate la testa e poi via via i bastoncini posizionandoli in modo da ricreare la forma di uno scheletro...


Una spruzzata di brillantini rende tutto più festoso, anche il pavimento del salotto, il divano ecc...


Ed ecco pronti i nostri scheletri ballerini.
Quello della Marghe, nato con un piccolo aiutino da parte di mamma...


... e quello di Pietro, realizzato tutto da solo perchè ormai "ho esperienza di scheletri, io!"


Qui rimane un gran freddo, stamani il termometro segnava meno cinque.
E io devo uscire per recuperare i bimbi a scuola... bbbrrrrrrr...  ok, coraggio.... vado vado....

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