sabato 24 dicembre 2011

A voi tutti...

... i miei auguri più sinceri, più immensi, più morbidi e teneri per un

NATALE SCINTILLANTE!!!

E da parte di Pietro e Margherita una cartolina speciale per voi :)


Baci grandi e tanti abbracci!!!

lunedì 17 ottobre 2011

Lunedì

E' solo lunedi e mi sono alzata già stanca. Sarà stata la nottataccia.
Sono andata a dormire presto prestissimo, con un gran mal di testa. Dò la colpa al primo freddo, al vento, al fuoco del camino.
Ieri, subito dopo pranzo, abbiamo fatto una breve passeggiata e siamo rientrati con le tasche gonfie di castagne e le dita ricche di spine. Perchè senza castagne non mi sembra neanche di essere entrati nell'autunno, le castagne sono lo spartiacque tra l'estate e la stagione che più amo.


A casa le abbiamo incise col coltello e poi messe ad arrostire sul fuoco, usando la padellina di Pietro, nata bucherellando una vecchia pentola e dotandola di manico lungo (tutte opere di babbo Pippo).
Poi mi sono ritrovata sola, davanti al fuoco. Fuoco ammaliatore, mi rapisce i pensieri, il fuoco mi incanta... scalda anche il cuore!



Oh quanto ho viaggiato in pochi minuti! Quanto ha volato la mia mente! E mentre sbucciavo le castagne, con le dita che bruciavano che si deve far veloce, ancora ho continuato a pensare, a Roma, a questa nostra Italia allo sbando, ai giovani senza certezze, a chi si lamenta senza motivo, a me, ai progetti che ho e che faticano ad uscir fuori, a cosa vorrei, a cosa non vorrei, a quanto sono fortunata alla fine ad essere quella che sono.
Ogni castagna un pensiero, legato agli altri come da un filo sottile.


Poi mi guardo le mani e ritorno alla realtà: sono nere di carbone. Le annuso e profumano di fumo. Devo imparare e scoprire il bello nascosto dietro le apparenze...
Stamani ancora mal di testa. Ma il sole splendente e luminoso di questa mattina d'autunno per adesso mi basta. In fondo posso sempre prendermi un aulin...

E voi? Cos'è che cattura i vostri pensieri e li fa volare?

giovedì 13 ottobre 2011

Quattro ottobre

Il quattro ottobre è stato un giorno speciale.
Il quattro ottobre la nostra bambina ha compiuto quattro anni.


Era così emozionata, lei, la nostra piccina, e ha ricevuto così tanti festeggiamenti che neanche la regina Elisabetta!
E' stata tutto il giorno con la coroncina in testa (tutorial per farla qui) e già una settimana prima faceva il conto dei giorni che mancavano alla sua festa... sentire il desiderio, in lei ancora fisicamente così piccola, di essere considerata grande, di crescere, di essere al pari degli altri.
Quanto adora dire faccio tutto da sola, io sono grande!
E mi si stringe il cuore, che ad ogni visita di controllo siamo a lottare con le curve dei percentili della crescita... che i vestitini nell'armadio fanno così fatica a diventarle piccoli... che lo so che non dovrei dirlo ma inevitabilmente mi viene da fare paragoni con gli altri bambini, all'asilo, ai giardini.
Però vedo che a scuola tutti le vogliono un gran bene, tutti la conoscono, tutti la sbaciucchiano, tutti il giorno del suo compleanno l'hanno festeggiata.
A scuola c'è stata la festa numero uno, candeline in classe... la sera cena fuori con il parentato: festa numero due, seconda torta.
E domenica festa numero tre, a casa, con amici vecchi e nuovi.


Vi lascio una foto della mia torta creativa (qui l'anno scorso e qui l'anno prima) e di alcune delle cosine mangerecce che ho preparato per l'occasione, poi grazie mille alle nonne che si sono messe ai fornelli per darmi una mano!






Le foto sono di infima qualità, lo so ma le ho scattate in fretta e furia prima che sparisse tutto!
Vi darò le ricette, prossimamente.
La festa, nonostante l'unica giornata fredda in un clima estivo, è riuscita bene e la felicità della Marghe mi ripaga sempre abbondantemente di ogni fatica!

La mia donnina piccina... ti voglio bene, tanto, fino alla luna, al sole e anche di più!

venerdì 30 settembre 2011

I bravi signori

L'altro giorno mentre riordinavo (!!!) dei vecchi libri è saltata fuori una cartina, vecchia e ormai giallina anche lei, nella quale era incartato presumibilmente il libro-cadeau.
Sono una conservatrice cronica e cerco di contrastare la mia compulsiva tendenza all'accumulo, ma questo fogliolino ho fatto bene a tenerlo.
Ha un aspetto vintage che adoro, una visione molto saggia della vita e poi... parla di gente della mia zona!


Ecco, mi ha fatto sorridere.
Buon fine settimana, ancora un week end quasi estivo nonostante il paesaggio inizi ad arrossire...

martedì 27 settembre 2011

Lady Margherita

Un'amica mi chiede consiglio per confezionare alcune Pigotte dell'UNICEF per Natale...
La mia Margherita mi chiede di comprarle una bambola di stoffa, morbida e con i capelli rossi, proprio come lei... la vuole vestita di giallo e viola (!)...
Unite le due cose. Risultato è che mi viene una gran voglia di cucire una bambolina.


Travolta da smania creativa nasce questa bamboletta tenerona, con le code lunghe e le gote rosa. Usando cose che avevo in casa, purtroppo è un po' anemica, non ho trovato una stoffa di un colore più adatto per la pelle, sob... però mi piace anche così!


E' "spogliabile", perchè alla vera Marghe piace togliere e mettere gli abitini... il vestito quindi è staccato dalla bambolina...
ma non potevo certo lasciarla completamente nuda: le ho dipinto le mutande!


Come si chiama questa signorina? Non sto neanche a dirvelo...

Ah! Nel link delle pigotte trovate il cartamodello da scaricare, da ingrandire a piacimento, e le indicazioni per realizzarla.

Happy dolling!

venerdì 23 settembre 2011

Uccellini puntaspilli

Un'idea piccola e semplice, da creare per addolcire il nostro angolino craft o da regalare all'amica appassionata di cucito.

Servono avanzi di stoffa colorata, un po' di imbottitura, un sasso e colla a caldo.
Il cartamodello per cucire gli uccellini lo trovate qui, con tanto di tutorial passo-passo...
La ricerca del sasso vi offre l'occasione di una camminata in campagna o in riva al mare...


Li potete agghindare con fiocchi e fiocchetti.
 Io li trovo bellissimi anche così.

giovedì 22 settembre 2011

Un'ora

Io sono una faticosa. Nel senso che si fatica a starmi dietro, da un po', troppo spesso.
Ho un umore ballerino che va con la luna, con le stelle e col moto perpetuo di tutti i pianeti che girano e rigirano intorno al sole. Il mio umore è in continuo divenire e mai si ferma, non ha pace.
Tutto questo rende difficile agli altri capire e capirmi. Provano,a volte sbagliano, a volte rinunciano ma io sono già oltre...
Quando rincorro giornate di questo tipo succede che esco, sento forte il bisogno di uscire dal guscio, ma con attenzione pronta a richiuderlo al bisogno.
Esco, chiedo chi viene con me, arrivano tutti.



Senza cambiarsi le scarpe, così come siamo, prima sull'asfalto poi, dopo il cancello che cigola ma ha un colore arancione scortecciato che mi piace, fa tanto autunno, lungo la vigna, l'uva non c'è più che il contadino matto vendemmia d'agosto...
Sento il guscio che si allarga, lentamente, ricomincio a respirare, ho bisogno della luce, io, per stare meglio, per stare bene. Cammino e ad ogni passo sospiri profondi e silenziosi, faccio foto, cerco fiori secchi, c'è un sacco di finocchio, verrò a raccoglierlo... l'erba e le foglie scricchiolano sotto i piedi, i giochi di altri bambini sono abbandonati e sporchi di fango, intorno gli attrezzi del contadino che cura gli ulivi, il vecchio trattore, damigiane in attesa.


Mi riscalda la luce giallognola del tardo pomeriggio, cerco qualcosa che non so, persa in un vortice di pensieri  danzanti che si rincorrono senza acchiapparsi mai, cerco forse me.
Entriamo nel bosco, è come oltrepassare un confine mentale, la piccola massicciata di sassi spigolosi lo spartiacque. Fino alla radura, mi ricordo quando ci siamo venuti a cavallo, mi ricordo di noi come eravamo e di come non eravamo.
Penso al tempo che passa, a come certe cose cambiano, a come tante altre rimangono statiche. 


Mi guardo i piedi. Fili d'erba secca sono entrati nelle scarpe poco adatte, danno un po' fastidio. E queste scarpe sono vecchie, sarebbe l'ora di buttarle ma non ci riesco, sono le mie scarpe, io sono un po' queste scarpe. Sento il contatto con la terra, finalmente posso respirare.
Ci meravigliamo davanti a un fiore viola. Ecco, là ne vedo un altro.
Scendiamo dal bosco, fino a ritrovare il sentiero, verdi e marroni delle piante, azzurro e bianco del cielo. 



Sembra di avvertire la presenza delle fate, questo per loro è il bosco ideale, forse ci stanno osservando curiose...
Ecco una rete, la prima, poi la seconda...
Ecco il cancello.
E io, in questa ora di cammino, non sono diventata una fata...

giovedì 15 settembre 2011

Pappa col pomodoro

Viva la pa pa pa pa, col po po po po po po pomodoro... viva la pa pa pa pa , cantava negli anni '60 la mitica Rita Pavone.
Ci sono cose che nella loro semplicità estrema, fanno la storia e diventano indimenticabili.
 Certo capita che si abbia voglia di nuovo, di spaziare e esplorare nuovi orizzonti, assaporare piatti dai sapori sconosciuti, avere desiderio di scoperta.
Ma alla fine quanta sicurezza ci dà trovarsi di fronte, sedendosi a tavola dopo una giornata faticosa, un meraviglioso piatto di pappa col pomodoro?!
Io l'ho cucinata l'altra sera, un po' per questa smania che ho di climi e atmosfere più autunnali (anche se con le temperature in corso questa mossa è stata un karakiri), un po' perchè mi dispiaceva mandare un bel filoncino di pane toscano a ingrassare le galline.
E in più la curiosità di sperimentare la conserva di pomodoro preparata durante gli sgoccioli della vacanza in campagna.

LA PAPPA COL POMODORO
Non ho la minima idea del numero infinito di ricette che esistono per la preparazione di questo piatto. Si tratta per lo più di una faccenda strettamente familiare: ogni tetto domestico toscano ha una sua scuola di pensiero.
Devo essere sincera, una volta la bonanima della mia nonnina nonchè cuoca sopraffina mi aveva raccontato la sua pappa ma siccome non ho scritto niente di dosi e tempi e verba volant mi son dimenticata. 
Allora ho improvvisato anche in virtù della semplicità degli ingredienti...


In una pentola capiente ho fatto soffriggere in olio d'oliva tre spicchi di aglio. Ho aggiunto il pomodoro: io ho usato la conserva preparata questa estate, un barattolo bormioli da mezzo chilo l'ho messo tutto. Se non avete conserva fatta in casa scegliete comunque un pomodoro di qualità che essendo la base di questo piatto se non è buono lui addio...
Insieme al pomodoro aggiungete acqua in abbondanza, circa due volte e mezzo il volume del barattolo di pomodoro. Deve risultare una bella crema liquida ma colorata e corposa.
Unite il sale, il basilico in quantità e le erbette che vi piacciono di più. Nella mia pappa non può mancare l'origano, quello profumatissimo raccolto in campagna...
Fate bollire e nel frattempo preparate il pane. L'ideale è il pane toscano, che mantiene una certa consistenza anche se bagnato. Tagliatelo a fettine e poi a dadini.
Quando il calderone bolle aggiungete il pane e fate bollire a fiamma bassa girando spesso ancora e ancora finchè non sarà ammorbidito e ben amalgamato col pomodoro. Se vi sembra troppo denso non esitate ad aggiungere acqua, un po' alla volta. Occhio che si attacca facilmente...
Impiattate, aggiungete un filo d'olio e parmigiano grattugiato.

Visto che qui da noi la pappa al pomodoro è un piatto unico (non penserete che mi metta a cucinare antipasto-primo-secondo-contorno-dolce ad ogni pasto!) la arricchisco con dadini di formaggio pecorino, sparsi sopra, che col calore si sciolgono.

Tanto per non farsi mancare nulla...

mercoledì 14 settembre 2011

14 settembre


Siamo sopravvissuti!
Il primo giorno di scuola è andato, e ci ha regalato grandi sorrisi, tante emozioni e anche alcune lacrimucce, che avevo messo in conto!
Stare tutti insieme nell'aula che ospiterà i nostri bambini in questi anni, essere presenti al momento dell'appello e delle prime conoscenze reciproche, saperlo seduto lì in mezzo agli amichetti del cuore, che si danno sostegno l'un l'altro...
Guardarsi intorno e vedere che i visi di noi genitori hanno espressioni simili, tutti emozionati, felici, consapevoli che questi nostri piccoli stanno crescendo. Che è una crescita fatta di piccoli cambiamenti quasi impercettibili ai nostri occhi per quanto attenti siano, che ci stupiamo della meravigliosa evoluzione che esiste e del nostro mondo che si muove e scorre, senza sosta.
E ai nostri figli in questo scorrere, il mio augurio di essere parte di questo movimento vivo, crearlo loro stessi senza farsi trascinare.
Buona scuola, a tutti, genitori e figli.

martedì 13 settembre 2011

Crescere, lui ed io!


Ok, ci siamo. Prima elementare. Prima D.
E' tutto pronto.
Zainetto, astuccio con dentro di tutto e di più, quaderni con copertine di colori diversi, cartellina...
Il grembiulino blu.

Io no, non sono pronta, che da un paio di giorni ho il groppo in gola. Che si, sono emozionata, tanto da non crederci. E mi dico che è una cosa naturale, un distacco bello e sano, uno dei primi segnali di crescita, di indipendenza. Diventare grandi o almeno un po' più grandi... mi dico e ripeto che andrà tutto bene anche se lo vedo ancora tanto piccolo, insicuro... poi penso che probabilmente tutte le mamme hanno vissuto questo mio stesso stato d'animo, è vero? No, dico...é vero? Abbiate pietà, ditemi di si anche se eravate tranquille e spavalde...
Domani inizia questa nuova avventura, scuola nuova, compagni quasi tutti nuovi, anche per noi genitori l'occasione di nuove conoscenze, un percorso da fare insieme, lungo cinque anni.

E lui?


Lui non è per niente convinto... mamma, io starei proprio bene anche qui con te! 
Lo so, lo dice adesso. Da domani sarà tutta un'altra storia.
E meno male!!


Oibò, mi si prospetta una lunga notte insonne bella piena di seghe mentali...

sabato 10 settembre 2011

Sassi crochet

E' una delle mie nuove insane passioni.
I sassi vestiti o sassi crochet che fa più chic. Non sono bellissimi?


Io li adoro: sono rapidi da realizzare e fanno un effetto strepitoso. Lo so, non voglio certo fare la furbina, questa genialata non è idea mia e lungi da me arraffarne la patria potestà. Tra l'altro girellando nel web ho scoperto che cotante meraviglie sono già assai note alle donzelle attente alle ultime tendenze modaiole (parlo di mode creative eh!)
Io li ho scoperti da lei e me ne sono innamorata all'istante. Una notte ne ho realizzato una versione dipinta, carini si, ma niente a che vedere!
E avevo alcuni bei sassoloni tondi che sembrano quasi saponette e lì appollaiati sul bordo della vasca da bagno mi chiamavano e mi chiamavano e mi chiamavano... 
Così mi sono decisa a provare.
Non chiedetemi il tutorial per realizzarli perchè personalmente non sono in grado di realizzarlo, mi manca proprio la pazienza.
Però potete andare qui, oppure qui, blog già segnalato dalla mitica Mammafelice.
In sostanza se masticate un po' di uncinetto, basta capire la tecnica e farsi prendere la mano... e dà una soddisfazione incredibile perchè il risultato è immediato! Io ci sono arrivata un po' tardi, ma meglio tardi che mai!
Unico inconveniente è che crea dipendenza: potreste ritrovarvi a smuricciare il muro della vicina alla ricerca di sassi perfetti...

Guardate un po' le bomboniere di questo delizioso matrimonio! Bellissime, d'effetto e con minima spesa!

Baci baci e su,andate a crochettare! Io vado a caccia di sassi rotondi, ma l'impresa qui in zona è ardua! Ci vorrebbe proprio una gitarella al mare, viste  le temperature ancora superestive :) 

giovedì 8 settembre 2011

Frittelle di cous cous

Ok, anche per quest'anno la Ficata sul salviapoggio è passata.
 E che dire al riguardo? Una giornata splendida, tante ciane tra donne semi o totalmente sconosciute prima, amichevoli e complici poi... una giornata che mi ha dato la conferma che in tante donne c'è un potenziale creativo enorme, che troppo spesso viene accantonato o declassato o addirittura represso.
 Quanto è ingiusto a volte questo mondo! C'è però da dire che quando questa forza esce allo scoperto, ha una potenza dirompente: oggetti magici, nati da mani abili che senza studio danno forma a idee, fantasie e pensieri. Così come erano i doni che abbiamo scambiato, semplicemente meravigliosi e appassionati.
Per saperne di più, su questa giornata e prenotarvi per l'anno a venire andate dalla padrona di casa, che vi ragguaglierà sull'evento e le partecipanti!

Ordunque. Dopo il salvia-day, siccome ero stata troppo bene, per divina punizione m'è venuta la cistite.
 Ora io lo sapevo che era faccenda dolorosa ma mica mi credevo a 'sti livelli! Che verso le tre di notte ho svegliato il marito in preda a spasmi addominali allucinanti e mentre andavo e venivo dal bagno lui voleva chiamare l'ambulanza e farmi ricoverare!
Stoicamente ho resistito e il giorno dopo mi sono fatta accompagnare dal dottore perchè non ce la facevo nemmeno a guidare... figuriamoci a camminare, mi sembrava di essere un pinguino!
Ecco, il dottore se l'è cavata con un paio di bustine magiche che secondo me dentro c'era roba illegale: in poco tempo mi sono riavuta! E in omaggio mi ha prescritto gli esami del sangue, un controllino tanto per gradire che non fa mai male (a lui non fa male, ma a me che ho terrore degli aghi?)...
Così stamani sono andata a farmi svenare perchè sono quelle cose che o le fai subito o non le fai più. Quattro fialettoni di sangue mi hanno aspirato, quattro, non so se mi spiego.

Poi mi sono gratificata, a modo mio. No, non con una bella bistecca alla fiorentina con l'osso.
Lo sapete che sono golosa, mi serve lo zucchero per vivere. Tanto zucchero!

E mi sono inventata delle frittelle, dolci ovviamente, usando del cous cous che io adoro e che avevo cotto e avanzato.


Ho seguito una vecchia ricetta delle frittelle di riso, aggiungendo gli ingredienti un po' a occhio...
Il cous cous cotto nel latte invece che nell'acqua avrebbe dato risultati migliori ma anche così devo dire che queste frittelline sono niente male (altrimenti non ve le avrei raccontate :P )

_ 500 gr di cous cous cotto
_ 150 gr di zucchero
_ 3 rossi d'uovo
_ 3 chiare montate a neve
_ 180 gr di farina
_ 1 bustina di vanillina
_ 1/2 bustina di lievito per dolci
_ olio per friggere

Mescolare gli ingredienti aggiungendo per ultimi il lievito e le chiare a neve fermissima.
Con un cucchiaino mettere nella pedella con l'olio caldo caldo.
Spolverare di zucchero a velo e mangiare.

Devo dire che un pochino mi sono ripresa.

Avete ricette con il cous cous  di cui siete golose? Me le raccontate?

martedì 30 agosto 2011

Lana rosa

La lana è la meravigliosa Lana d'Abruzzo di Roberta.
Il colore era un bel crema naturale.
Un bagno lungo una notte nel sambuco e la crema diventa rosa.
Attendo consigli per l'utilizzo, perchè, diciamo la verità, mi è venuta un po' voglia di climi autunnali, di stare sul divano con la copertina, bere un tè bollente alle cinque...


Ri-aggomitolata e pronta per la trasformazione.


E voi? Avete dei trucchi da svelarmi per colorare con la natura? Sono curiosa...

domenica 28 agosto 2011

Tintura naturale: il sambuco

L'idea mi è venuta durante la passeggiata mattutina che abitualmente facevamo prima che arrivasse il solleone. Lungo la strada, tra castagni, lecci e noccioli facevano insistentemente capolino alberelli di sambuco. Ora, io col sambuco ci ho litigato diverse volte, cercando di preparare lo sciroppo e fallendo regolarmente per via della fermentazione... quindi guardavo  i tanti pallini neri ormai maturi con un certo sdegno. Poi mi è tornata alla mente la mia nonna che quando ero piccola mi diceva sempre di non giocare col sambuco perchè...MACCHIA E NON VA VIA!
E mi si accesa la lampadina.
Perchè non usarlo per macchiare volutamente?

Il risultato dell'esperimento è stato un bellissimo color rosa antico. Mi sono divertita e soprattutto ho fatto pace col sambuco che adesso mi sembra generoso e non più ostile.

Allora. GUANTI e GREMBIULE, assolutamente.
Ho raccolto una discreta quantità di rametti, quelli con i pallini neri cercando di togliere i ramoscelli il più possibile.


Usando un legnetto ho iniziato a "pigiarli", proprio come si fa con l'uva per far uscire il succo. Un po' di pazienza, occhio agli schizzi e abbiamo un ottimo succo di sambuco.


Preparato il succo ho tolto i ramettini rimasti, aggiunto acqua (mi sa che ne ho messa troppa ma era un esperimento!) e aceto per fissare. Infine ho immerso la stoffa, che avevo legato per ottenere un effetto batik ( anche questa era una prima volta e avendo legato con fili troppo sottili le righe si vedono poco).
Con le mani (GUANTI!!) ho girato e rigirato la stoffa per farla impregnare bene di colore.
E' diventata di un porpora meraviglioso e io manco a dirlo gongolavo...


Poi siccome non sono capace di aspettare, ho tenuto immerso poco tempo e al momento del risciacquo il colore è sbiadito, lasciando un tenue rosa violaceo.
Ma devo dire che il risultato mi piace...


Non contenta, ho filtrato il liquido rimasto dopo aver strizzato la stoffa, l'ho messo in un contenitore e...
...indovinate un po'?

venerdì 26 agosto 2011

La mia montagna...

Sono giorni pigri. Di assestamento dopo vacanze super riposanti e di pianificazioni per un nuovo settembre in arrivo. Siamo ancora nella casa in campagna, qui ci siamo salvati dalle temperature tropicali degli ultimi giorni.

L'ultima volta che ho scritto eravamo in partenza per la montagna, per il sud-tirolo. Una settimana incantevole: per il luogo, la compagnia, la stagione -fortunatamente pioveva sempre la sera quando eravamo già rientrati in albergo- insomma siamo stati davvero benone.
Eppure... eppure mi sono resa conto che i primi giorni sono stati faticosi, emotivamente intendo. Come se tutti i pesi che ci portavamo sulle spalle non avessero alcuna intenzione di mollarci.
Gli ultimi mesi sono stati un arrancare continuo alla ricerca di un po' di pace che sembrava non arrivare mai... non appena la guardia si abbassava un pochino ecco che subito arrivava una nuova mazzata tra capo e collo.
Così quando siamo partiti ci siamo tirati dietro un carico di emozioni negative che era diventato difficile da gestire e che si stava insinuando meschinamente in ogni angolino delle nostre giornate.
Mi sono serviti due giorni per fare il punto della situazione, per rimettere tutto sulla bilancia e riscoprire e rivalutare quello che è davvero importante... i miei bambini, mio marito, noi come famiglia indipendentemente da tutto il resto che, per quanto negativo e difficile possa essere, poi passa sempre.
Noi come un rifugio sicuro, noi come un abbraccio stretto a sorreggersi a vicenda, noi quattro...
Così la vacanza ha avuto una svolta, si è riempita di sole e di pace, di passeggiate, corse in bici tra le mele, bagni rilassanti in piscina, compleanni e anniversari festeggiati.
Mentre riguardavo le foto -in realtà ne ho fatte poche e brutte- mi sono divertita un po'.
Ecco la mia-nostra vacanzina in montagna.
Cieli azzurri e prati verdissimi

Cieli grigi e prati verdognoli

Studio di cartine e percorsi

Corse pazze sul bob (consigliatissimo per scaricare le tensioni)

Camminate, camminate, camminate ossigenanti

Bellissimi percorsi in bici tra le mele (sorvolo sul male alle nostre, di mele)

Mele, mele, mele a perdita d'occhio

Legami che si fanno più stretti

Rifocillanti e golose pause nelle baite

Riscoprire quanto è prezioso il tempo trascorso insieme

E festeggiare 10 anni di matrimonio!

Non poteva esserci modo migliore!

E tanto per non farci mancare niente, mentre eravamo in montagna abbiamo fissato dieci giorni al mare!
Poi vi dirò...
Bacioni a tutte e bentornate!

venerdì 22 luglio 2011

Voglia di volare...


E voi, cosa state aspettando a spiegare le vostre ali?

Noi domani voliamo in montagna- non con le ali ma con l'auto, e va bene lo stesso- per una settimanina ossigenante a tutto relax... perchè quest'anno ce n'è davvero davvero tanto bisogno!

Perciò valigia pronta, macchina fotografica, buone letture.
Finalmente a farci coccolare.

Un abbraccione e a prestissimoooooovoloooviaaaaa...

mercoledì 20 luglio 2011

Gufi...amo?

I bambini hanno una fantasia esplosiva. Adesso a casa nostra va di moda immaginare di essere ogni sorta di animale: gattini, topini, serpenti, pipistrelli, lombrichi... il tutto sempre rispettando la gerarchia familiare... e queste interpretazioni vanno e vengono come il vento, durano finchè un nuovo animale non fa capolino! Però... però gira e rigira si finisce sempre lì, loro sono le vere passioni, loro sono la sicurezza da cui sempre si torna... i gufi!
Da tempi remoti siamo la famiglia gufi. Io sono la mamma gufa, poi c'è il babbo gufo, la bimba gufa e il gufino appena nato che manco a dirlo è Pietro. Ultimamente manifesta il bisogno di occupare un posto speciale e noi lo assecondiamo, il nostro gufettino!

Intanto i gufi ci stanno circondando... stanno diventando una vera passione!
Ne ho cuciti due, in un pomeriggio di nuvole, quasi pioggia e di ventaccio fastidioso. Direi quasi... un tempo da gufi!

Il tavolo del soggiorno diventato un campo di battaglia, rispolverato la vecchia macchina da cucire, e finalmente l'occasione per usare i bei tessuti di un campionario di tappezzeria avuto in dono tempo fa...


Cuci qui, taglia lì ed eccco i gufetti usciti dall'uovo!


Bellini vero? Gli occhi sono vecchi bottoni, tutti diversi tra loro. L'imbottitura è un cuscino riciclato...

Se volete cimentarvi vi lascio qui i modelli che ho usato io per questi due gufetti con alcune misure di riferimento.
GUFO ALTO E SMILZO

GUFO BASSO E GRASSO
 A grandi linee io faccio così:
 Riporto la sagoma con una penna sul diritto del tessuto. Non taglio l'eccesso.
Applico sulla sagoma le parti colorate: la pancia, il becco, gli occhi, usando lo zigzag. Non avevo con me la carta termoadesiva ma essendo parti piccole è stato abbastanza semplice con gli spilli...
Attacco i bottoni degli occhi.
Taglio lungo il contorno del davanti.
Preparo le ali cucendole diritto su diritto, poi rigiro e ribatto vicino al bordo. Con gli spilli le fisso in posizione appoggiate sulla pancia del gufo - rivolte verso l'interno - e faccio lo stesso con i due nastri per le zampine.
Appoggio il davanti sul retro, diritto su diritto. Cucio lasciando l'apertura per rivoltare.
Tolgo gli spilli, rigiro.
Applico le zampe, fatte di feltro, imbottisco e chiudo con punti nascosti... più o meno...

E ora via libera a mille mirabolanti avventure gufose!!!



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