Passano i giorni e non lasciano tracce. Mi perdo nel mio piccolo quotidiano di mamma, fatto di cose piccole e, a parer di alcuni, poco importanti. Ma non è di questo che voglio parlare, anche se mi sta fermentando dentro un po' di rabbia verso chi ti guarda dall'alto in basso pensando che sei solo una mamma. Stop.
Filippo ha problemi al lavoro e io sono ovviamente preoccupata. Questo mi ha tenuto un pochino lontana negli ultimi giorni, la mente presa da tanti pensieri. In più mettiamoci il freddo che è tornato dopo il meraviglioso assaggio di primavera e l'umore è sceso in picchiata...
Oggi c'è di nuovo il sole nonostante l'aria sia freddina, perciò come lunedì non c'è male.
Voglio cercare di essere positiva andando contro la mia natura apocalittica.
... ... ...
Ieri siamo stati in campagna (in realtà ci abitiamo ogni giorno ma non è la stessa cosa...) dove la mia famiglia ha una casetta minuscola da tanti tanti anni. Si trova in un paesino sulle colline vicino a Pistoia, un posto dove il tempo si è fermato, dove le persone si conoscono da tutta una vita, dove ogni albero mi ha visto bambina.
Io lì sono a casa. Casa come posto del cuore. In ogni angolo di questo paese fatto di casette incastrate, rigagnoli d'acqua cristallina, fontanelle che sorprendono, castagni centenari...in ogni angolo c'è una piccola parte di me, un ricordo, una emozione, una storia da raccontare.
Qui sono stata una bimba libera.
Qui ho coltivato gli affetti più sinceri.
Qui, dove tutto è più lento e naturale, io e Filippo ci siamo sposati, nella minuscola chiesetta vestita a festa con mille girasoli.
E abbiamo festeggiato in un prato circondato da bellissime cataste di legna, con il paese intero che ballava con noi.
Qui tutti coltivano un orto, hanno le galline e le uova fresche ogni giorno, fanno marmellate e conserve, si scambiano i frutti dei loro campi, si scambiano aiuto reciproco. A prima vista può sembrare antiquato e un po' triste, a chi è abituato alla vita cittadina. Ma io qui sento che tutto è più autentico, vero e sincero, anche nella sua apparente povertà.
I bambini sono felici. Si sentono liberi così come mi sentivo io, stringono legami, si sentono grandi. Giocano con poco, con cose semplici. Fanno giochi che li riportano al contatto diretto con la terra, l'acqua, le stagioni. Cose concrete, naturali e autentiche.
Pietro e Margherita adorano passeggiare per le stradine del paese, accompagnano la bisnonna novantacinquenne (la mia carissima nonna Amelia) e le fanno compagnia, la guidano, lei che ci vede così poco. Un affetto che posso percepire, così delicato ma così forte.
E quando il sole scende cosa c'è di meglio di una cenetta riscaldati dal fuoco del camino? Quanta compagnia riesce a fare il fuoco, silenzioso e potente, riscalda l'aria e l'atmosfera...
Poi una notizia meravigliosa: i miei cugini, che adoro, mi confessano che...sssstttccccc... c'è un bimbo in arrivo! E io sono così felice, per loro, per il nostro affetto, per questa nuova piccola creatura. La primavera porta con sè la vita, ed è grandioso!
Infine si torna a casa, al quotidiano, alle giornate frenetiche dove non si ha il tempo di ascoltarsi, di parlarsi, dove ci si saluta al mattino"ciao amore ci vediamo stasera torno tardi tardi tardi", dove tutto corre via in maniera quasi meccanica... fino al prossimo week end, tanto atteso perchè allora finlmente ogni respiro riprende il suo significato... e anche la nostra famiglia...
Ah, intanto sono spuntate le piantine di ravanello che aveva seminato Pietro... ancora nascita, a modo suo!