venerdì 27 novembre 2009

Corri, corri, corri...

... e mi sa tanto che sono alla frutta. Anche il dessert l'ho già consumato.

Questo per me è un tempo frenetico e tormentato. Un tempo in cui lotto con tutta me stessa per far andare le cose nel miglior modo possibile (non come vorrei, in ogni caso) e per rendere certe situazioni più sopportabili per tutti.

Ma non sono così brava come vorrei. Quando andavo dalla psicoterapeuta, durante un periodo particolarmente difficile, mi avevano diagnosticato la sindrome del superuomo, cioè il mio credere di avere la capacità di cambiare le cose, con l'impegno ma anche con la mia sofferenza, la preoccupazione, il dedicarsi anima a corpo alla ricerca di una soluzione per problemi mille volte più grandi di me, che molte volte una soluzione neanche ce l'avevano. Ma io mi arrovellavo il cervello e pensavo, pensavo pensavo e soffrivo soffrivo soffrivo.

Oggi mi trovo di nuovo a vivere una fase faticosa, emotivamente più che fisicamente, che coinvolge tante persone, ed ho la consapevolezza nuova dei miei limiti. Ci sono cose su cui non abbiamo controllo anche se questo non sminuisce il dolore che ne deriva.

La mia nonna sta morendo di cancro. Un male che le è stato trovato due anni e mezzo fa e sembrava debellato con l'intervento. Invece vigliacco si è ripresentato più forte di prima e se la sta divorando poco a poco. E adesso che siamo alla fine la vedo così sofferente e prego che questo suo tormento finisca presto. Che possa trovare pace e riposo. Penso questo, mi sento egoista e cattiva ma credo che una morte dignitosa sia un diritto di tutti. E lo dico con il cuore pieno stracolmo di dolore. Sto così male che non riesco neanche a piangere, cerco di farmi vedere forte e vigile anche dai miei genitori che si sono fatti carico di questo male e di tutte le enormi difficoltà che ciò comporta. Aspettare che la morte bussi a casa tua e sapere che accadrà presto è terribile. E io cerco di non rendere tutto ancora più difficile e di essere forte. Finchè resisto.

Abbiamo l'appoggio prezioso dei medici dell'Associazione Toscana Tumori che vengono a casa ogni giorno per la terapia e soprattutto per dare un supporto psicologico alla famiglia. Sembra poco ma è così rassicurante sapere che puoi contare su di loro in ogni momento e qualsiasi cosa succeda! Queste persone sono un dono del cielo!

In tutto questo casino siamo dietro alla liquidazione della merce del negozio perchè la mia mamma si è finalmente resa conto che non è più in grado di stare dietro a ogni cosa. E ha deciso essendo già in pensione di chiudere la profumeria. E ovviamente su chi ha fatto affidamento per un aiuto? Sulla sottoscritta, chiaro, che da diverse settimane non fa altro che preparare offerte, prezzare la merce, prezzare la merce con lo sconto, curare la parte amministrativa e burocratica, star dietro alle banche, ai fornitori e tutto il resto. Poi è iniziata la svendita vera e propria e mi sembrava di vendere un bene prezioso come il pane: per un mese ogni giorno è stato come se fosse la vigilia di Natale. Adesso tiriamo un po' il fiato, le acque si sono un pochino calmate ma la stanchezza si fa sentire. E alla chiusura definitiva manca ancora un mese...
Il succo di tutto questo casino che scritto così non sembra un granchè ma vi asicuro che è incasinato assai, è che per i bambini, l'essenza della mia vita, non mi restano che ritagli di tempo stanco, nervoso e triste. E io mi sento una cacca. Non ci sono abituata a trascurarli, sono impantanata nel senso di colpa. Per il tempo che nego a loro, per le attenzioni che nego alla mia nonnina, per non potere dare più aiuto alla mia mamma che è allo stremo...
Però sono tanto fortunata. Ho una rete di aiutanti che si fanno in quattro per darmi una mano in questo trambusto e non posso far altro che dire grazie.
So che questo tempo presto finirà e questo mi dà speranza. Ma in questo momento un po' di sconforto credo mi possa essere concesso. Poi mi riprendo. Prometto...
Ah! Non ho scritto ma vi ho letto. E vi abbraccio tutte quante!

mercoledì 21 ottobre 2009

Quattro anni, ieri...

20 OTTOBRE 2009

Quattro anni. Ieri hai compiuto quattro anni. Un giorno che aspettavi con trepidazione ed entusiasmo... lo hai trascorso con la febbre, con le gote rosse e il nasino che gocciola...
E' stato un compleanno molto intimo, non c'è dubbio, pieno d'amore e di famiglia. Ma sei in debito di una bella festa, con i bambini che fanno confusione, i palloncini e tanti colori. Perchè te lo meriti e perchè questo ti aspettavi.
Durante la notte ho dormito poco e male: è stato come ripercorrere il travaglio che ti ha portato da me, da noi... i primi dolori, lievi, che pian piano si facevano più intensi e laceranti, la consapevolezza del mio corpo che si preparava a sbocciare, la mano di Filippo che stritolavo con tutte le mie forze e le sue parole, il suo sostegno incrollabile, la sua fatica che procedeva di pari passo alla mia.
Mi ricordo ogni dettaglio della sala travaglio con le sue luci soffuse e i colori tenui e poi la sala parto, la luce abbagliante della lampada sul lettino, il viso cupo delle ostetriche quando non volevi saperne di nascere, la dolcezza e la sicurezza della dottoressa che ti ha tirato fuori e ti ha consegnato a me, la tua mamma, per sempre.
Mi ricordo il dolore che improvvisamente è scomparso nell'istante in cui ti ho visto, in cui i tuoi occhi neri mi si sono tatuati sul cuore, per sempre.
Mi ricordo le lacrime di Filippo, piccole e segrete, quando ti ha fatto il primo bagnetto. Quelle lacrime non le avevo mai viste prima e non le ho più viste dopo. Hai avuto il grande potere di far piangere il tuo babbo...
Mi ricordo tutto, tutto, assolutamente tutto, di quella notte fredda di ottobre.
Sei stato un uragano nella nostra vita. Hai dato un senso speciale al sole di ogni giorno...
Ti guardo e vedo ancora quegli occhi neri e intensi che mi osservano curiosi, come quella mattina, ancora sporco e bagnaticcio appoggiato alla mia pancia rimasta vuota, per nove mesi la tua culla e il tuo rifugio...
Ti voglio bene, caro Pietro, con tutto l'amore che posso. Mamma

mercoledì 14 ottobre 2009

Aromi d'autunno

L'autunno è arrivato a grandi passi, senza bussare ha spalancato le porte e le temperature sono scese in picchiata. L'aria intorno casa profuma di legna bruciata e di odori di bosco umido. Gli scoiattolini che popolano i cipressi si sono ritirati nelle loro piccole tane, dal terreno sono sbucati i bellissimi fiori di crocus, una macchia gialla e luminosa come il sole.


Noi ci prepariamo ad accendere il camino e a fare scorpacciate di castagne bruciate... e sotto un tiepido sole abbiamo raccolto le erbe aromatiche dalla nostra piccola aiola, per trasformarle in un sale profumato da usare in inverno.


Salvia, rosmarino, origano, timo, maggiorana... abbiamo riempito una cesta, tolto rametti e gambi delle foglioline, fatto un bel trito. Disteso tutto su un asciughino e aspettato, aspettato, aspettato che seccasse, girando spesso con le mani (che diventano profumate di natura)...


Infine si aggiunge il sale e della polvere di aglio (in erboristeria), migliore dell'aglio fresco perchè l'umidità farebbe appallottolare il sale e renderebbe tutto meno conservabile fuori dal frigo...


Barattolini ermetici ed ecco fatto.





L'inverno si avvicina, il tempo passa veloce veloce. Pietro quest'anno frequenta regolarmente (per adesso) la scuola materna, rimane anche a pranzo e sembra abbastanza convinto. Per me, abituata ad averlo sempre accanto, stare senza fino alle quattro è un po' dura. Ma quando lo vado a prendere è sempre carico di disegni e piccoli tesori per me: pinoli, foglie. sassolini, piccole pigne che raccoglie nel giardino della scuola. Li mettiamo in una scatola e alla fine della settimana ci divertiamo a fare un collage durante il quale mi viene raccontata con minuzia di particolari la storia di ogni piccolo dono.

E che dire dei disegni?! Mi ha regalato un ritratto che mi ha fatto emozionare..."mamma, ti ho disegnato con una maglietta tutta colorata come piace a te e ci ho messo due soli così brilli di più"... notare le sette dita per ogni mano e le orecchie bioniche...

Infine vi segnalo questo libro culinario-artistico in cui sono spiegate tecniche decorative per le torte: pasta di zucchero e di mandorle, coloranti alimentari, creme e cremine. Ci sono foto di veri capolavori...

... io che non avevo mai usato questo tipo di decorazione, per il comple della Marghe sono riuscita a fare questa:

... un pochino sbilenca ma che volete... nisciuno nasce imparato!
Buon mercoledì, la Marghe si è appena svegliata dopo una nottata turbolenta... un bel giubbottone imbottitone e via... spesa al mercato!
Besos besos besosssssssssssssss

domenica 4 ottobre 2009

AUGURI AMORE PICCINO

Due anni fa, oggi, nascevi.
Due anni fa iniziava il nostro cammino insieme. Un percorso faticoso che ci ha visto crescere fianco a fianco, unite sempre anche nei momenti più duri, anche quando io ho vacillato... tu eri lì accanto a me e mi riempivi il cuore d'amore e di forza.
Due anni fa la nostra famiglia diventava più completa, più ricca e più preziosa.
Due anni fa non credevo che questi sarebbero stati i due anni emotivamente più impegnativi della mia vita.

Oggi ringrazio per questi due anni. Per te che ci sei, ancora e nonostante tutto.
Per te che cresci, piano piano, ma cresci. Per i tuoi progressi.
Per i tuoi sorrisi che non sono mai mancati anche quando stavi male.
Per il tuo profumo di bambina, la tua morbidezza, la dolcezza delle tue parole storpiate.
Per la vanità dei tuoi due anni quando orgogliosa mi mostri le scarpine nuove.
Per tutto quello che mi hai donato in questo tempo interminabile e fuggevole, il tuo piccolo grande mondo che è diventato anche il mio. Tu sei il mio mondo, riempi i miei respiri.
Ti stringo a me e tengo tra le braccia il regalo più grande che la vita mi abbia fatto. Tu. Così come sei.

Buon secondo compleanno Margheritina mia. Mamma.

venerdì 2 ottobre 2009

CARTA PESTA E POCO TEMPO

Negli ultimi giorni trascorsi le cose da fare sono state tante, l'inizio dell'asilo, impegni importanti con il negozio di mamma, tanto tempo da dedicare con amore ai bambini, la testa presa da pensieri pieni di tristezza e sofferente malattia, domande difficili a cui è difficile dare risposte.

Risultato: le mie cose, quelle che contribuiscono a fare di me quella che sono, sono state messe un pochino da parte. Progetti che richiedono dedizione e cura come ricominciare a fare ceramica e riaccendere finalmente il mio piccolo forno sono in attesa di tempi più tranquilli e meno pieni.
Intanto mi diletto in piccole cose che soddisfano il mio bisogno di creare, di fantasticare, di sognare un po'.
Oggi ho raccolto nel bosco un rametto secco, con ancora attaccate tante foglioline di un bel marrone caldo. Il colore dell'autunno, una stagione che adoro per il clima mite e per i raggi delicati di un sole dorato che ancora ci riscalda. La stagione in cui sono nati i miei due cuccioli.
Avevo in casa delle palline colorate di lana che avevo infeltrito per chissà quale progetto poi abbandonato (ehm...) ma che non avevo mai buttato (MAI buttare via!)...

...e allora un po' di colla a caldo, una delle invenzioni geniali della storia, e il ramoscello ha preso vita con nuove coloratissime gemme!
Un vaso dall'aria autunnale e il gioco è fatto.

Su Amazon avevo ordinato il nuovo libro di Amanda Blake Soule, The creative family. Il libro era arrivato e io avevo appena avuto il tempo di un'occhiata veloce... con così tante idee tenere era un tormento non poter realizzare niente...

Così tra scuola negozio spesa pranzi e pannolini mi sono ritagliata spazietti che mi hanno permesso di costruire una ciotola di cartapesta, che mi piace tantissimo e che rifarò. Perchè può essere realizzata in più fasi, quando si hanno cinque minutini, mentre viene su il caffè o si cuoce la pasta.

Il procedimento è molto semplice, mi ricordo che ci facevano fare qualcosa di simile alle elementari...

Servono soltanto carta di quotidiani, colla vinilica, una ciotola come stampo e pellicola per alimenti. Con la pellicola si fascia lo stampo esternamente (ovviamente si usa capovolto) cercando di lisciare le piegoline. Il giornale deve essere strappato con le mani a stiscioline e piccoli pezzi che si adattano meglio nei punti molto curvi dello stampo. Poichè è un procedimento che avviene per sovrapposizione di strati, usando due giornali di colori diversi (la mitica gazzetta dello sport per esempio) vi renderete conto di dove avete già "appiccicottato"...

E adesso via ad attaccare. Usando un pennello piatto e la colla diluita con dell'acqua si fanno diversi strati, almeno sei o sette e non è necessario aspettare l'asciugatura della colla tra l'uno e l'altro. Se avete tempo a disposizione potete fare la vostra ciotola tutta in una volta. Poi però c'è l'attesa dell'asciugatura definitiva e qui ci vuole pazienza. Più la colla sarà asciutta, più facile sarà staccare la forma. Questa è la fase più delicata e meno semplice, ma non mollate!

Infine togliete piano piano la pellicola dall'interno ed ecco fatto!

Io ho fatto l'ultimo strato esterno usando carta riciclata rosa e il risultato è delizioso! Inutile dire che la mia prima ciotola ospita gomitoli di lana...

Infine vi segnalo due giveaway succulenti a cui partecipare:


Quello di Francesca di Certain Creatures (i suoi micro funghi mi fanno impazzire!)...



... e quello di Snezana di Katy and the cat che festeggia così l'apertura del suo Etsy!

Buon week end a tutti!!!



martedì 22 settembre 2009

NATURA DOCET

Tempo fa, durante una passeggiata in campagna con macchina fotografica al seguito, riflettevo su quanto talvolta ci arrovelliamo pur di complicarci la vita, per trovare risposte, per avere certezze, per sentirsi al sicuro. Spingevo il passeggino e i dieci chili di Margherita e mi guardavo intorno, nel silenzio lieve dei rumori dolci di un viottolo nel bosco. E tutto mi è sembrato di una semplicità sconcertante, la natura con le sue piccole creature mi parlava, mi raccontava di noi uomini superbi usando i suoi messaggeri.
Nella vita si può essere così fortunati che ogni cosa fili liscia come l'acqua...

... permettendoci di percorrere strade semplici, diritte e sicure...

... altre volte le strade si ingarbugliano e ci confondono...


...mettendoci davanti questioni difficili e spinose...


...che ci fanno sentire aridi , spenti e soli in mezzo a tanti...

... ma ecco che all'improvviso la vita ci sorprende e ci fa puntare in alto...

... ci fa sorridere delle piccole cose...

...ci riempie il cuore di verde speranza...



...offrendoci un rifugio, una casa, anche solo un abbraccio...



...cosicchè nella nostra piccola, semplice, fragilissima semplicità...



...ci sentiamo ancora forti e pieni di vita!



Ecco... ora ditemi voi se sono normale...

mercoledì 2 settembre 2009

GRAZIE E DOLCEZZE

Un po' di tempo fe la dolce Snezana, mamma deliziosa e disegnatrice bravissima, mi aveva assegnato un premio... questo qui...

Io non posso far altro che ringraziarla di cuore scusandomi immensamente per il ritardo mostruoso con cui scrivo questo post. Scusa scusa scusa... e grazie grazie grazie!


In queste settimane campagnole, oltre che a passeggiate, giochi, sogni e colori, mi sono dedicata all'arte della pasticceria: ho imparato a fare le pesche all'alchermes, quei dolcetti rossi e zuccherosi che fanno bella mostra di sè nelle pasticcerie ma che per i miei gusti sono troppo liquorosi... preparandoli da sola posso decidere quanto liquorino usare e soddisfare il mio palato esigente.

La ricetta è semplice, ci vuole solo un pochina di pazienza per la preparazione.


PESCHE ROSA ALL'ALCHERMES


500 gr di FARINA


250 gr di ZUCCHERO


3 UOVA intere


100 gr di BURRO


SUCCO di un LIMONE


1 bustina di LIEVITO


Impastare tutto bene bene fino ad ottenere una specie di pasta frolla. fare delle palline del diametro di una moneta e cuocerle un quarto d'ora a 180°. In forno lieviteranno e il lato appoggiato alla carta forno si schiaccerà leggermente.


Quando saranno fredde unitele due a due usando la NUTELLA come colla. Se avete tempo potete anche preparare della crema pasticcera ma occhio: deve essere densa altrimenti non si attaccano!


Adesso bagnate le pallette nell'alchermes tenendocele qualche secondo. Io l'ho usato diluito con l'acqua perchè i liquori forti non mi piacciono e così alleggerito è più gradevole.


Infine cospargete i dolcetti con zucchero semolato.


Fatto. Più lungo a dirsi che a farsi. Con questa dose si ottiene una discreta quantità, un bel vassoietto, non le poche della foto! E lo stesso impasto si può usare per fare dei deliziosi biscottini secchi ,magari aggiungendo pinoli o gocce di cioccolato o uvetta... io li ho fatti oggi!


Bene... anche oggi giornata finita o quasi... io senza Pietro mi sento come se mi mancasse un braccio. Ancora un giorno. Venerdì corro ad abbracciarlo!


martedì 1 settembre 2009

Primo settembre

Primo settembre. Tecnicamente l'estate è agli sgoccioli, le vacanze sono un ricordo...

Noi dopo una settimana (troppo corta) di mare alla fine di giugno ci siamo ritirati nella mia casetta in campagna, per fuggire dal caldo torrido di Firenze, dalla memoria di un inverno lungo e tanto faticoso, da situazioni esasperate che a volte fanno apparire le cose più nere di quanto in realtà non siano.

E devo dire che la semplicità di questa vita ha rigenerato pensieri, sentimenti, ascolto di se stessi.
E anche gli affetti.

Appena arrivata avevo fatto attivare l'adsl, con il proposito di scrivere, aggiornare e condividere le nostre giornate... poi la pigrizia ha avuto la meglio, i bambini hanno avuto la precedenza su tutto ovviamente, e questi due mesi sono scivolati via senza una mia parola.

Però ogni tanto ho sbirciato e ho sorriso con voi e ho anche pianto e mi sono anche ispirata...

Filippo ha lavorato tutta l'estate e ogni sera ci ha raggiunti per cenare insieme al fresco, in giardino sotto il grande albero di diosperi. Mezz'ora di auto non è stata un problema: ci sono tante persone che abitano qui tutto l'anno e lavorano a Firenze...

Insomma. Tiriamo le somme. Pietro è al mare con la nonna da domenica e io mi sento come se mi mancasse un braccio. La Margherita si guarda intorno spaesata alla ricerca del fratello "possibile che non ci sia nessuno a farmi i dispetti!?" penserà... diciamo che sono le tue vacanze personali Margheritina...

E io, che dire, non è che abbia tutta questa voglia di tornare a casa, no, proprio non ce l'ho... uffa, ma forse un pochina si, nascosta bene però...


Breve riassunto fotografico delle nostre "vacanze" o giornate di vita normale ma in una casa diversa:

Un po' di mare



Tante coccole


Bagni in "piscina" (vecchio catino che usavano per il bucato...)

Pittura e lavoretti vari



Feste di paese, più che altro mangerecce: raviolata, pizza in piazza, bomboloni a volontà...




Otto anni OTTO di matrimonio


Tanto tricot e sferruzzamenti e un po' di cucito



Una montagna di baci!


Buon rientro pieno di energie a tutti tutti tutti!